Papà, dove sei?

Qualche anno fa, verso sera, ricevemmo un'urgente telefonata. Un paio di giorni prima avevamo conosciuto una coppia, il cui matrimonio e la cui vita familiare furono completamente trasformati dopo aver frequentato una serie di incontri "Coppie per la vita". Il marito era stato un alcolizzato per ben quindici anni, portando grande sofferenza al suo matrimonio e alla sua stessa famiglia. Miracolosamente, Gesù lo aveva liberato dall'alcol e, assieme a sua moglie, egli comprese il piano di Dio per il loro matrimonio. Li invitammo al nostro programma televisivo per condividere la loro incredibile testimonianza sulla potenza guaritrice di Dio. Per la prima volta nella loro vita matrimoniale, la loro casa era ricolma di pace e gioia.

Ed ora, dall'altra parte della cornetta, mi dicevano che il marito aveva avuto un terribile incidente d'auto e che era stato portato al pronto soccorso. Siamo subito corsi all'ospedale, accompagnati da un altro servo di Dio. Sulla via verso l'ospedale pregavamo: "Ti prego, Dio, tienilo in vita! Solo ora stanno incominciando a vivere nelle Tue benedizioni!". Nonostante sapessimo che le sue condizioni erano gravissime, la nostra fede continuava ad essere molto forte.

Quando arrivammo all'ospedale fummo accompagnati in una stanzina staccata dall'unità principale del pronto soccorso. Sapevamo che questo non era affatto un buon segno, ma continuavamo ad aver fede. Nella stanza c'era un silenzio di tomba. Alcuni parenti e amici stavano seduti pregando sottovoce. In una sedia imbottita, tre bambini stavano stretti stretti, cercando di farsi forza l'un l'altro. Ci girammo e vedemmo la madre ritornare nella stanza con il dottore da un lato e il pastore dall'altra. L'espressione del suo viso parlava da sé: ci stava dicendo proprio quello che non volevamo sentirci dire.

Andò a sedersi sulla sedia imbottita con i tre figli e li abbracciò. Con la voce tremante di emozione sussurrò ai suoi figli: "Ragazzi, papà non ce l'ha fatta".

Quelle parole mandarono un brivido nei nostri corpi, ma colpirono quei bambini violentemente. All'unisono gridarono "No!". Ripeterono quell'unica parola più volte; echeggiava nella stanza silenziosa, soffocata solamente dai loro singhiozzi e risuonava nella nostre orecchie. All'improvviso incominciò a rimbombare dentro di noi. Stavamo in piedi nella stanza e centinaia, poi migliaia e all'improvviso milioni di "No!" si ripetevano dentro di noi: le grida strazianti di molti bambini. Quando non potevamo più sopportare quel rumore, il Signore parlò ai nostri cuori.

"Sentite il pianto di questi piccoli che hanno appena perso il loro padre? Voi comprendere il loro dolore e soffrite per questa perdita. Ogni giorno ci sono milioni di bambini al mondo che perdono un genitore a causa del divorzio, e quasi nessuno sente il loro grido. Non dimenticate mai quanto vi ho mostrato questa sera. Non scordate i pianti che sentite in questo momento nei vostri cuori. Sono i pianti silenziosi dei bambini in lutto per aver perso un genitore."

La stanza sembrava riprendere vita. Uno ad uno, parenti e amici iniziarono a confortare la famiglia. Strinsero teneramente i bambini nelle loro braccia, sussurrando parole di speranza a quelle piccole orecchie, "Ora papà è in cielo con Gesù". Davanti a questa scena il Signore parlò nuovamente ai nostri cuori: "Sentite per caso qualcuno dire che quanto è accaduto è buono? O che ora le cose da ora in poi andranno meglio? O che la loro vita migliorerà ora che il loro padre non c'è più? Questo invece è quello che spesso viene detto ai bambini che soffrono per la perdita quando i genitori divorziano."

Incominciamo a capire che troppo spesso gli adulti falliscono nel riconoscere il dolore di un figlio, proprio perché si cerca di alleviare il proprio dolore. La loro mente adulta ha razionalizzato che il divorzio è la soluzione ai loro problemi, e cercano così di convincere anche i loro figli di questo.

Per un bambino, il divorzio potrebbe perfino sembrare peggio della morte stessa. D'altronde, il bambino arriverà a darsi una ragione della morte, e diventa così per loro più facile affrontarla, mentre non possono comprendere perché il genitore che tanto ama decida di abbandonarlo e di vivere dall'altra parte della città con una nuova famiglia. Abbiamo sentito spesso consulenti dire a coppie divorziate di chiarire ai figli che il conflitto è tra la mamma e il papà e che non ha nulla a che vedere con loro. Mi domando cosa possa pensare un figlio quando i suoi genitori si risposano ed hanno degli altri figli. Sospettiamo che ai loro piccoli cuori questo messaggio sia molto più dominante di tutte le parole di conforto che mamma e papà possano aver detto loro.

 

Mike e Marilyn Phillipps

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